Un’idea e un viaggio per Pescasseroli: #alzatiecammina

Un’idea, un viaggio e un manifesto per la rinascita turistica di Pescasseroli attraverso la formazione e la progettazione di nuove esperienze turistiche.

“Il turismo è più di un cielo azzurro e di un bel paesaggio.
E’ una combinazione di innumerevoli fattori.
Alcuni è possibile reinventarli in ogni tempo e in molti luoghi.
Altri invece sono il risultato di una lunga storia.”
 -Touriseum di Merano-

Il contenuto di questo articolo è la sintesi degli sviluppi di un’idea che ho maturato nel tempo, contaminato dalle esperienze fatte quotidianamente nel territorio (lavoro, discussioni, umori), dalla formazione continua legata soprattutto alla partecipazione ad eventi in cui innovazione e vision sono preponderanti (BTO, WHR) e dall’osservazione a distanza (dalla nascita alla realizzazione) di eventi formativi legati al territorio ed al turismo (p.e. #iloveischia, #visionsardinia).

L’idea riguarda un percorso formativo per gli operatori turistici del comprensorio pescasserolese e più in generale dell’area Parco Nazionale d’Abruzzo.

Pescasseroli è nata di fatto come destinazione turistica nel 1922, con l’inaugurazione del Parco Nazionale d’Abruzzo e la nascita delle prime strutture ricettive. Il periodo di maggior sviluppo si è avuto negli anni ’70 e ’80, grazie ad ingenti investimenti di privati prima e contributi pubblici poi, che hanno permesso la creazione di infrastrutture, seconde case e molte strutture ricettive.
Oggi a Pescasseroli sono censite 53 strutture ricettive di varia tipologia con la maggior parte delle infrastrutture che sono ormai fatiscenti (nella migliore delle ipotesi).
Si parla complessivamente di circa 15.000 posti letto, incluse tutte le forme di ricettività.
La maturità della destinazione c’è stata tra gli anni 80 e gli anni 90. Poi l’inizio del declino.

Sulle cause del progressivo declino (ormai riconosciuto da tutti) ognuno si è fatto una propria idea (giusta o sbagliata).
Provo a ipotizzarne alcune.

Ciclo di vita del Prodotto Turistico (curva di Kuznets)

Di certo la ben nota U rovesciata che descrive il ciclo di vita di un qualsiasi prodotto è stata percorsa ormai quasi tutta e il Prodotto turistico concepito e nato negli anni settanta ormai è giunto alla fine: dopo quasi 50 anni in cui nulla di nuovo è stato pensato e fatto.
Un’altra importante causa è stata la trasformazione del mercato, da mercato di massa a massa di mercati: la cosiddetta coda lunga.
Una conseguenza (o causa?) del cambiamento del mercato sono state sicuramente la globalizzazione, la nascita di nuovi canali di distribuzione dei prodotti (online), l’evoluzione tecnologica (internet, tecnologia mobile).
Oggi non è importante avere un unico prodotto di destinazione, piuttosto una serie di prodotti o meglio di Esperienze turistiche.
Esperienze che non possono essere lasciate all’improvvisazione, vanno progettate.
E l’esperienza turistica non è il box-vacanza che si compra in negozio, come ho sentito dire da qualcuno!

… A meno che qualcuno in Piazza San Pietro non ci prenda per mano e ci dica:
“Vieni, ti faccio vedere una cosa straordinaria” e ci porti davanti alla Pietà e ce ne faccia comprendere tutta la bellezza.
E al Louvre ci porti vicino al quadro (della Gioconda n.d.r.) e ci spieghi perché è un’opera eccezionale. Allora l’emozione diventa esperienza, che solidifica la spinta iniziale e la trasforma in un concreto arricchimento, che evita la caduta nella delusione attraverso l’ascesa alla conoscenza.
Non si può pensare, in un mercato di massa come quello turistico, alla diffusione del fai da te dell’esperienza. …
-Giorgio Castoldi-

Quindi PRODUCT FIRST, il prodotto prima di ogni altra cosa!
Ma quale prodotto? Quali esperienze turistiche?
Per quali mercati? Con quale strategia di marketing?
Su quali canali distributivi? Con quali strumenti?

Vorrei aggiungere una delle concause che, secondo me, ha contribuito in maniera sostanziale al declino: la cultura familiar-pionieristica che nel dopoguerra ha fatto la fortuna dell’Italia e che oggi è diventata un grosso ostacolo.

Il declino ha coinvolto un po’ tutto e tutti, comprese le associazioni di categoria. Anche se in questo momento stiamo assistendo alla rinascita dalle proprie ceneri della storica Associazione albergatori.

Quello che oggi non si può fare è ricostruire infrastrutture in tempi brevi, soprattutto per mancanza di investimenti, che sono fondamentali ma non riguardano il tema di questo scritto.

Invece cosa si può fare?

Quello che si può fare è lavorare sulla formazione (di tutti!), sulla riorganizzazione e valorizzazione di quello che c’è.
Con la formazione é possibile creare nuova consapevolezza e conoscenza, creare una visione comune e una nuova identità nella comunità, per ricreare (anche) un’identità turistica.
Il genius loci e brand territoriale (che forse sono la stessa cosa) devono passare necessariamente attraverso questa crescita collettiva.

“Che cos’è il genius loci? Ogni luogo ha un suo genius loci e molti operatori sperano che questo emerga da solo, ma in realtà sono le persone , con la propria faccia, la propria identità a fare il genius loci, o per meglio dire il “genius personae”. L’albergatore e il suo team in primis. Siete ambasciatori del vostro paese, siete la presentazione, il biglietto da visita del luogo.Il genius loci è quell’imprinting che influenza il viaggiatore: il brand dell’hotel, i luoghi, la gente, i servizi offerti, la location specifica, lo staff della struttura. Voi siete il Personal Touch del luogo !” -BTO 2011-

Senza volerne dare una definizione (non ne sarei capace) posso dire che un territorio avrà centrato il suo brand quando il racconto che fanno del proprio luogo i cittadini residenti coinciderà con quello fatto dai turisti (cittadini temporanei).

Naturalmente la sola formazione non è sufficiente, occorre lavorare sul Prodotto turistico (Esperienze turistiche!) che dovrà caratterizzare la destinazione nel prossimo futuro e più in generale, imparare a progettare le esperienze turistiche.

Insomma, bisogna cominciare un nuovo viaggio.

“Un viaggio lungo mille miglia
inizia col muovere un piede”
-Lao Tsu-

Tutto può cominciare con un primo incontro di una giornata aperto a tutti: principali attori della filiera turistica in particolare quella ricettiva, chi ha la responsabilità del governo del turismo nel territorio, portatori di interesse collettivo, giovani, meno giovani, curiosi.
Una lezione collettiva di Turismo, un seminario pensato per contaminare il pubblico con i temi dell’innovazione che potranno essere p.e. lo storytravelling, la rilevanza, il marketing territoriale, l’innovazione.
Declinandoli, ove possibile, sulle caratteristiche della nostra destinazione turistica.
Presentando contestualmente l’idea di progetto formativo.

A seguire un calendario formativo con esperti dei vari settori, con laboratori pratici.

“Se vuoi imparare, incomincia a fare”

Si sperimenteranno nicchie di prodotto per riposizionare l’offerta sul mercato con azioni di marketing classico ed innovativo.

I laboratori e la formazione in aula dovranno essere finalizzati alla definizione di una strategia e varie tattiche (la formazione stessa, educational, coinvolgimento di giornalisti e blogger, …) per il territorio. Raccolta ed analisi di dati (storici e futuri).

Tutta l’azione formativa dovrà portare alla stesura di un MANIFESTO PER PESCASSEROLI.

“Ci sono certi momenti, in cui si deve ricominciare da capo.
Un nuovo orizzonte, un nuovo sogno e tanta tanta strada da fare.
Rimettersi in cammino, senza pensare a quanto si dovrà camminare, un passo alla volta, sentendo nel cuore che si arriverà alla meta, alzando lo sguardo consapevoli di chi siamo e che ce la faremo sicuramente.”
(Mirko Pallera)

Naturalmente bisogna cominciare subito! Senza aspettare che altri facciano per noi: non è questo il tempo.
Cominciamo ad essere attori del nostro futuro!

#alzatiecammina :
– esortazione per ognuno a rompere gli indugi e fare la sua parte;
– miracolo della rinascita;
– tradizione dei camminatori di montagna, sempre pronti a partire ed affrontare un nuovo viaggio.

comments powered by Disqus